Un’educazione di qualità dalla nascita ai sei anni


ll Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia richiede da molti anni una nuova normativa e maggiori investimenti a livello nazionale e locale per garantire il diritto a un’educazione di qualità a tutte le bambine e a tutti i bambini dalla nascita ai sei anni, estendendo i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia in tutte le aree del paese. In occasione del Convegno svoltosi a Reggio Emilia nel 2014 sul tema “Educazione e/è politica” il Gruppo ha lanciato un appello a sostegno del ddl 1260 che, allora in discussione al Senato, raccoglieva queste istanze. Su questo appello sono state raccolte più di 50mila firme in tutto il paese.

Siamo oggi in attesa del decreto legislativo con cui il governo, per delega del Parlamento (legge 107/2015, art. 1, comma 181, lettera e), istituirà il sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni, riconoscendo a tutti i segmenti del percorso la valenza educativa, pur nella loro diversità.

Auspichiamo che questo decreto venga predisposto quanto prima e che:

– precisi l’impegno finanziario e organizzativo per l’estensione dei servizi educativi e la generalizzazione della scuola dell’infanzia, superi gli squilibri territoriali esistenti e raggiunga gli obiettivi europei secondo un piano progressivo di cui si conoscano le tappe e le risorse a disposizione;

– definisca precisi standard organizzativi, strutturali e qualitativi per tutti i luoghi educativi, secondo l’età dei bambini accolti;

– getti le basi per una maggiore coerenza e raccordo tra i diversi luoghi educativi all’interno del sistema integrato.

Nel corso di questo XX Convegno, in cui abbiamo proposto di collegare il tema del curricolo educativo a quello della responsabilità per ricordare la forte connessione che deve esistere in educazione tra valori e pratiche educative, vogliamo ribadire quei tratti fondamentali dell’educazione dalla nascita ai sei anni che l’esperienza maturata nei servizi educativi e nelle scuole dell’infanzia di qualità, nonché il confronto internazionale con altre esperienze ed esperti ci hanno confermato.

Fin dalla nascita ogni bambino è soggetto attivo dotato di potenzialità cognitive, relazionali e sociali; è una persona con peculiarità proprie ed evolutive, non riconducibili entro una norma o uno standard.

L’educazione del bambino dalla nascita ai sei anni sostiene e promuove lo sviluppo delle potenzialità di tutte le bambine e di tutti i bambini, nel rispetto di tutte le diversità, offrendo loro un contesto di socialità positiva e ricco di opportunità culturali.

La complessità e al tempo stesso la delicatezza della crescita infantile nei primi sei anni di vita vanno sostenute con uno stretto intreccio tra cura ed educazione e secondo un approccio olistico, che coniughi dimensione affettiva, sociale e cognitiva e valorizzi gli aspetti di vita quotidiana come elementi fondamentali dell’esperienza dei bambini in questa fascia di età.

La relazione educativa è improntata all’ascolto e al dialogo con i bambini, alla rilevazione e promozione dei loro interessi e curiosità, dei loro percorsi di apprendimento, della costruzione condivisa della conoscenze mettendo al centro il gioco come importante mezzo di conoscenza del mondo esterno e di elaborazione di quello interno.

Il lavoro educativo prevede l’ascolto del punto di vista dei genitori sulle scelte educative e la condivisione con loro degli obiettivi educativi, la partecipazione delle famiglie alla vita dei servizi e delle scuole dell’infanzia e l’incontro tra le famiglie; si realizza nel confronto collegiale e nella collaborazione.

Questi aspetti costituiscono un patrimonio culturale diffuso e vitale nel mondo dell’educazione infantile e vanno sostenuti con provvedimenti adeguati e un impegno consono di risorse.

Provvedimenti essenziali

 

  1. La formazione e il sostegno professionale di educatrici/tori e insegnanti

Una formazione iniziale universitaria specifica sull’educazione nella prima infanzia anche per educatrici e educatori dei servizi educativi per l’infanzia è garanzia di una professionalità consapevole e responsabile. Il raccordo tra questa formazione e la formazione universitaria delle insegnanti della scuola dell’infanzia è la base per un corretto dialogo culturale tra le due professionalità sia per poter sperimentare nuovi percorsi educativi di continuità per i bambini tra zero e sei anni sia per consentire prospettive di sviluppo nel corso della carriera professionale.

Altrettanto importante è il riconoscimento del diritto/dovere alla formazione in servizio sia per le/gli educatrici/tori che per le/gli insegnanti di scuola dell’infanzia di tutti i luoghi educativi del sistema 0-6, una formazione sistematica su base annuale e in connessione con precisi progetti formativi.

  1. Collegialità e condivisione

Prolungati, motivati e qualificati tempi di compresenza tra educatrici e tra insegnanti nei momenti più importanti della giornata educativa sono essenziali per la realizzazione del progetto educativo e per garantire il confronto tra le prospettive e le esperienze di più educatrici o insegnanti.

Il confronto collegiale e la condivisione con i genitori delle scelte educative devono essere sostenuti da un monte ore di lavoro specificatamente a ciò dedicato.

L’introduzione di questi elementi fondamentali non può essere lasciata alla sensibilità del singolo gruppo di insegnanti o del singolo gestore ma deve divenire tratto definitorio della qualità della proposta educativa.

  1. Spazi, tempi e numerosità dei gruppi di bambini per qualificare la proposta educativa

Perché l’esperienza compiuta dai bambini all’interno dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia sia effettivamente un’esperienza educativa è necessario che:

  • si determinino rapporti adulti bambino adeguati, ridefinendo anche la dimensione dei gruppi dei bambini per la fascia di età tra i tre e i sei anni

  • si prevedano dimensioni di spazi interni e esterni adeguate

  • si predisponga un piano per riqualificare strutture edilizie esistenti e per ottimizzarne l’utilizzo da parte dei previsti poli per l’infanzia.

  1. I coordinatori pedagogici e il coordinamento pedagogico territoriale per sostenere la qualità e per garantire il sistema integrato

Essenziale è la presenza di figure di coordinamento pedagogico, con ruolo non puramente organizzativo, in grado di svolgere funzioni di supporto professionale alla realizzazione del progetto educativo nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia, di costruzione di rete tra i diversi luoghi educativi nell’ambito del sistema integrato 0-6, di monitoraggio e supporto alla continuità educativa, di raccordo con le altre agenzie e iniziative educative, sociali e sanitarie.

L’istituzione di organismi di coordinamento pedagogico territoriale permette di costruire e governare sistemi integrati 0-6 in ogni territorio progettando interventi coerenti tra i diversi gestori (Stato, Enti locali, terzo settore e privati).

  1. Sperimentare per riqualificare il sistema

Il mondo dell’educazione infantile deve oggi affrontare molte nuove sfide per poter costruire un sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni di qualità, in termini di nuove organizzazioni di servizi, di raccordi tra servizi, di pratiche innovative. Sono necessarie sperimentazioni con progetti mirati che, come già nel passato (per es. progetto Alice), consentano di approfondire la riflessione e individuare pratiche e forme organizzative innovative e sostenibili, dando prospettiva e sostegno finanziario e organizzativo alle iniziative sul territorio.