Intervista a Nice Terzi


Intervista a Nice Terzi, Presidente del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia in relazione al XX Convegno del Gruppo che si terrà a Milano dal 26 al 28 febbraio 2016 dal titolo “Curricolo è responsabilità. La sfida del progetto 0/6 e oltre”

 

Perché avete scelto il titolo “Curricolo è responsabilità”?

Il curricolo è un tema che è stato poco visitato in questi anni soprattutto in relazione alla fascia d’età 0/6. Fin dall’inizio del novecento, riferendoci quanto meno a Dewey, il termine curricolo è stato presente nella riflessione pedagogica con diverse interpretazioni. Lo vogliamo rivisitare con un’ottica che tenda ad approfondire più che definire questo termine.

In un momento in cui l’attenzione nazionale è centrata sulla costruzione del sistema integrato 0/6, non ci si può sottrarre dall’affrontare questa sfida poiché un curricolo 0/6 anni al momento attuale in Italia non c’è. La normativa recente ha riconosciuto l’unicità, la specificità e l’importanza di questo periodo.

Parlando di curricolo, ci riferiamo ad un atteggiamento mentale che si apre ad una costellazione di componenti, che non restringe la prospettiva ai saperi disciplinari, che afferma la centralità del bambino e della qualità delle sue esperienze, che puntualizza la funzione dell’adulto e dei suoi saperi.

Il termine responsabilità – che abbiamo affiancato a quello di curricolo – ci richiama alla volontà di esprimere con chiara consapevolezza le intenzionalità che guidano gli interventi degli adulti.

Speriamo pertanto che il convegno rappresenti l’opportunità per confrontarsi sul significato dei tanti termini in uso per precisarli e per chiarirli, cercando di cogliere e di evidenziare, nel contempo, la profondità e la ricchezza che il concetto di curricolo porta in sé.

Questo titolo ha suscitato reazioni ed interessi differenti?

In effetti temevamo che questo argomento potesse essere poco sentito. In realtà si è verificato un fenomeno molto interessante: sono arrivate più 250 esperienze da tutte le parti d’ Italia, più del doppio rispetto ai convegni precedenti, un numero altissimo e inaspettato.

Una lettura che mi piace dare è che nei servizi e nelle scuole, nonostante le difficoltà che si vivono in questi tempi, si continui a sentire forte la motivazione e il desiderio di occuparsi dei contenuti del proprio lavoro con un entusiasmo genuino e vitale .

Mi pare anche di poter affermare che educatori e insegnanti riconoscono nel Gruppo un interlocutore interessante e affidabile, in grado di organizzare opportunità di riflessione e di confronto utili a tutti, indipendentemente dalle singole appartenenze sia come fascia d’età sia come ente gestore.

Questo indubbiamente è gratificante e impegnativo al tempo stesso in quanto abbiamo dovuto strutturare ben 27 commissioni di lavoro.

Ma nello specifico come è organizzato questo convegno?

Il convegno che il Gruppo nazionale, unitamente al Comune di Milano e all’Università degli Studi Milano-Bicocca, ha costruito si articola in due sessioni plenarie. La prima sessione del pomeriggio del venerdì del 26 febbraio è stata curata particolarmente dall’Università e presenta gli esiti più recenti e interessanti delle ricerche e degli studi condotti a livello nazionale ed internazionale, con particolare riferimento all’Europa. Saranno infatti presenti docenti e studiosi che con tagli culturali diversi porteranno importanti contributi nelle diverse accezioni e interpretazioni del curricolo.

La plenaria della domenica conclude il convegno esplicitando, attraverso i relatori previsti, gli aspetti essenziali connessi ai diritti dei bambini e interpella i decisori politici e istituzionali coinvolgendoli e chiamandoli ad una piena assunzione di responsabilità.

La giornata del sabato è come già accennavo dedicata al lavoro delle commissioni. Il tema del curricolo verrà analizzato da numerosi punti di vista che si riferiscono a cinque grandi aree tematiche. La modalità di lavoro per commissioni costituisce una scelta di metodo che caratterizza da tempo i nostri convegni e dà riconoscimento al lavoro nei servizi educativi e nelle scuole dell’infanzia. E’ nostra intenzione offrire un’opportunità di riflessione e confronto reale e approfondita. In ogni commissione, composta da gruppi di lavoro poco numerosi, saranno presentate solo tre/quattro esperienze per consentire un approfondimento e un confronto ampio sui temi che emergono. Ci interessa non solo la qualità delle esperienze o delle ricerche presentate ma anche il fatto che queste evidenzino nodi e questioni importanti, ipotesi di soluzione, ma anche che sappiano porre interrogativi nuovi e aprire a letture inconsuete della pratica quotidiana. Le diverse commissioni saranno ospitate nei Nidi e nelle scuole dell’infanzia della città di Milano.

Il convegno è rivolto solo agli educatori, agli insegnanti e ai pedagogisti?

No, certamente. Riprendendo i temi del nostro precedente convegno mi sento di ribadire che l’educazione e la pedagogia debbano interpretare con attenzione le dinamiche sociali e politiche. Al tempo stesso la politica deve riconoscere e tenere presente costantemente il grande valore espresso dall’azione educativa.

Pertanto, auspichiamo che ci sia una vasta partecipazione da parte di tutti coloro che a vario titolo sono chiamati ad occuparsi, ad assumersi responsabilità e a conoscere i nodi culturali e le evoluzioni in atto nel mondo dell’educazione della prima infanzia.

Nelle plenarie si è cercato di avere relatori con un respiro culturale ampio e nelle commissioni, ad esempio, è stato introdotto l’ “altro punto di vista” cioè un professionista (non necessariamente pedagogista) che possa rilanciare il dibattito con uno sguardo altro, diverso da chi è immerso quotidianamente nel lavoro educativo.

Una commissione, inoltre, affronta in modo specifico il tema della governance del sistema educativo 0/6 e pertanto invita i decisori politici e amministrativi a confrontarsi sugli aspetti attuali e sulle strategie future che la riforma costituzionale prefigura.

Il convegno si colloca in effetti in un momento strategico sul piano normativo e culturale. Lei pensa che possa dare un contributo?

Effettivamente siamo in un momento in cui si dovranno definire i criteri attuativi della Legge 107/2015 in relazione al sistema integrato 0/6 anni. Questo è un fatto importante per il mondo dei servizi perché toglie il nido d’infanzia dai servizi a domanda individuale, riconosce il diritto dell’educazione di tutti i bambini e le bambine fin dalla nascita e sancisce l’unitarietà e la specificità del percorso 0/6 nel rispetto di ogni singolo bambino e di ogni diversa età.

Noi affrontiamo lo 0/6 da tutti i punti di vista e siccome il tema è ampio e articolato ci piace pensare che il convegno costituisca l’avvio di una riflessione che non si concluderà in queste giornate ma si svilupperà anche in seguito sul piano pedagogico e politico nel mondo della ricerca e nelle iniziative che come Gruppo porteremo avanti a livello nazionale e nei diversi territori.

Lei è fiduciosa nella partecipazione a livello nazionale?

Questo è il XX convegno del Gruppo quindi rappresenta per noi un appuntamento simbolico importante. Il trend di questi quarant’anni ci ha mostrato una partecipazione molto numerosa e in crescita. Nonostante le difficoltà del momento, siamo fiduciosi che venga colta l’importanza e la novità dei temi che il convegno tratterà. Anche quest’anno i primi segnali sono positivi e registriamo già interesse da tutte le regioni anche lontane.

Invito tutti a partecipare e a costruire insieme il futuro dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia.