Curricolo: impostazioni educative altre e contesto di apprendimento


Come il gruppo di bambini genera opportunità di apprendimento

Oltre il singolo approccio per aprirsi a nuove possibilità e opportunità

L’esperienza presentata è una tessitura di progetti che si muovono intorno all’obiettivo di attivare collaborazioni e scambi tra differenti culture dell’infanzia e pratiche educative altre per incoraggiare e facilitare l’apertura mentale sia nella dimensione progettuale sia nella pratica educativa, per approfondire l’esperienza del lavoro educativo anche attraverso attività di tirocinio, per favorire il confronto all’interno dei gruppi di lavoro, allargando la prospettiva degli adulti che educano ed una riflessione a favore di modalità innovative che permettano anche nuove connessioni.

Risulta sempre più importante, per lavorare in modo accogliente, inclusivo e flessibile, favorire la conoscenza e il confronto, comprendere le diversità, aprirsi al mondo. Il confronto con altre realtà e l’individuazione delle specificità come delle diversità di ognuno (concetto di prossimità e di lontananza) aiuta a capire più approfonditamente, quali siano gli elementi legati al contesto culturale di appartenenza individuale e non, e incentiva la riflessione sul proprio modo di fare educazione (competenza riflessiva).

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Elementi educativi nel curricolo 1-6 della Slovenia: elementi normativi e di comparazione con l’Italia

Il processo pedagogico consente al bambino di acquisire e sviluppare le proprie conoscenze, definire le proprie strategie di problem solving, di indagare il mondo, di instaurare rapporti nel mondo e con esso. A fronte di ciò diventa di cruciale importanza la definizione da parte dell’educatore del concetto di acquisizione delle conoscenze.

Nell’articolo sarà presentato il modello educativo della Slovenia, che seguendo le indicazioni del Curricolo delle scuole dell’infanzia incentiva il bambino in età prescolare allo sviluppo delle proprie abilità e capacità cognitive ed operative utilizzando sistemi e metodi vicini e noti al mondo dell’infanzia, in un clima intensamente ludico.

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“Torino incontra Trieste” : esperienze di visita e scambio tra nidi d’infanzia

Quattro nidi della Città si incontrano in una esperienza di visita e di scambi che ricorda quella del viaggio: unire al desiderio di scoperta e conoscenza un atteggiamento ricettivo e non giudicante. Attraverso un processo di osservazione, studio, revisione e adattamento, ogni comunità educativa che aderisce al progetto si confronta con le altre, ne deriva un arricchimento reciproco che apre nuove possibilità di riflessione sulle finalità dei nostri servizi e sui diversi stili di lavoro. L’obiettivo di questo progetto formativo è di sostenere la riflessione sui tempi, le azioni e le routine della quotidianità, la funzione degli spazi e dei materiali, il ruolo degli educatori. Raccontare e raccontarsi è stata un’occasione per ri-pensare il proprio approccio educativo, mettendo a fuoco punti di forza e debolezze e verificando l’organizzazione di ogni singolo nido.

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Coordinatore

Barbara Molinazzi

Coordinatrice Pedagogica del Comune di Imola. Coordina Nidi, Scuole dell’Infanzia e Servizi Integrativi. Per il Centro per le famiglie dello stesso Comune, si occupa di consulenze educative e di progetti di sostegno alla genitorialità.

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Verbalizzatore

Paola Sarnataro

 Ho lavorato per 25 anni come educatrice in un Nido d’Infanzia comunale in Friuli Venezia Giulia. A partire dall’anno 1999 collaboro con il Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia. Dal 2010 faccio parte dello staff Coordinamento Pedagogico 0/6 del Comune di Torino nell’Area Servizi Educativi.

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Altro punto di vista

Emilia Restiglian

E’ ricercatore di Pedagogia sperimentale presso il Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova. Insegna Progettazione e valutazione educativa, Valutazione della qualità dei servizi e Valutazione di sistema nei percorsi abilitanti per gli insegnanti. Si occupa di progettazione, valutazione e qualità nella scuola e nell’infanzia e di documentazione narrativa digitale.

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