Curricolo: formazione e metodologie


Quale formazione è necessaria per il sistema integrato: prospettive

Il tirocinio come luogo di apprendimento per futuri educatori ed educatori nella rete tra servizi

Il Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione prevede due anni di tirocinio. Le attività di tirocinio hanno la funzione di favorire l’integrazione tra le conoscenze teoriche in via di acquisizione nel corso di studi e la pratica professionale. Il tirocinio si propone di fornire alle studentesse e agli studenti la possibilità di svolgere un’esperienza significativa dal punto di vista formativo, consolidando le competenze pedagogiche richieste nei contesti in cui abitualmente operano gli educatori professionali. All’interno del percorso biennale le attività di supervisione in aula e d’inserimento presso le organizzazioni ospitanti richiedono a studenti e studentesse un impegno finalizzato alla rielaborazione delle proprie motivazioni e attitudini professionali, alla graduale conoscenza del mondo delle organizzazioni, in quanto possibili destinazioni lavorative e all’apprendimento sul campo delle specificità professionali.

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Un percorso di formazione e auto-formazione nell’esperienza di co-costruzione delle Linee Guida Arca

Oggi i servizi per l’infanzia sono contesti di apprendimento e spazi di relazione tra adulti e bambini e non più luoghi assistenziali destinati alla custodia dei piccoli, perciò, rispetto al passato, sono cambiati molti aspetti: dall’idea di bambino e di famiglia al ruolo dei professionisti dell’educazione. Il personale educativo, nel corso degli anni, ha costruito e sviluppato un profilo professionale basato su varie e diverse competenze, grazie a un lavoro maturato sul campo e attraverso una formazione iniziale e, soprattutto, in servizio. In questo scenario l’educatore, l’insegnante e il coordinatore si presentano come soggetti che vivono una condizione di permanente apprendistato e la formazione si configura come un habitus professionale di una comunità che esercita in ambito educativo…

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Dall’osservazione alla progettazione educativa: verso nuovi modelli formativi

Il modello consolidato nelle pratiche formative rivolte alle professionalità educative (tanto nella formazione di base quanto nella formazione in servizio) assegna un ruolo chiaro e rilevante all’approfondimento delle dimensioni teoriche e alla valorizzazione della dimensione pratica assunta a posteriori, cioè ricomposta mediante protocolli o filmati per essere analizzata e discussa, ri-significata, all’interno dei gruppi educativi. La formazione, in un caso e nell’altro, è lontana dalle dimensioni pratiche in cui il lavoro educativo e il pensiero che lo accompagna hanno origine e si svolgono tuttavia, paradossalmente, assume proprio l’obiettivo di incidere, qualificare e rendere più solide e consapevoli proprio quelle pratiche educative da cui ha preso distanza. In questi processi formativi il cambiamento (nei modelli di riferimento del personale educativo, negli aspetti costitutivi dei contesti e dei servizi, nelle dinamiche relazionali con i bambini) risulta spesso obiettivo difficilmente raggiungibile o comunque esito instabile di sviluppi che richiedono molto tempo e risorse.

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Coordinatore

Franca Marchesi

Franca Marchesi, pedagogista, tutor del CPP di Bologna, ha svolto attività di coordinamento dei servizi per la prima infanzia del Comune di Bologna

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Verbalizzatore

Michela Strippoli

Responsabile UE25 Settore Servizi all’Infanzia

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Altro punto di vista

Elena Mignosi

Professore associato di Pedagogia generale e sociale, docente di Teorie, strategie e sistemi dell’educazione, Dipartimento di Scienze psicologiche, pedagogiche e della formazione, Università di Palermo.

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