Curricolo: diversità in tutte le sue forme


Come riconoscere, sostenere e valorizzare le identità e differenze per garantire il pieno sviluppo

Crescendo… nessuno escluso

La città di Prato, nel corso degli anni, è stata oggetto di un importante fenomeno migratorio. Tale fenomeno è stato caratterizzato dalla presenza di un significativo numero di bambini stranieri con disabilità imponendo la modifica e l’organizzazione dei servizi alla prima infanzia. Il Comune ha avviato un servizio denominato “Cipì-H” rivolto alle famiglie con bambini con disabilità e, non solo, che frequentano un nido o una scuola dell’infanzia, al personale scolastico e agli operatori socio-sanitari che operano in questo settore, tessendo RETI DI CONTINUITÀ locale e permanente tra Comune di Prato, Ufficio Scolastico Territoriale, Azienda USL-4, Scuole Autonome, Associazioni di genitori e Università.

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L’esperienza dei bambini figli di genitori stranieri al primo ingresso al nido

Nell’ultimo decennio il crescente numero di figli di genitori stranieri ha messo i servizi per l’infanzia di fronte alla necessità di ripensare le pratiche rivolte sia ai bambini che ai genitori tenendo conto della diversità culturale e linguistica delle famiglie (Mantovani e Zaninelli, 2007; Vandenbroeck, 2011) e gli operatori dei servizi spesso esprimono il bisogno di essere sostenuti e accompagnati in questo percorso.

Nel nostro paese le esperienze di ricerca-intervento sul tema della qualità dell’accoglienza e dei processi di integrazione dei bambini di famiglie immigrate sono ancora poco numerose. E’ invece importante approfondire quale esperienza questi bambini vivono quando vengono inseriti in un servizio per l’infanzia; questi bambini infatti si trovano a passare da uno spazio domestico, spesso anche socialmente svalorizzato, a contesti educativi connotati linguisticamente e culturalmente in modo diverso.

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Mondi possibili – Incontri di culture diverse

Le attività che abbiamo sviluppato col nostro progetto sono state rivolte ai bambini 0-6 anni e alle loro famiglie.

Negli anni abbiamo rilevato che anche se l’età media dei genitori è sempre più elevata, il loro ruolo è sempre più caratterizzato da momenti di insicurezza e ansia, che i bambini percepiscono come mancanza di confini precisi e contenimento rassicurante, che genera ulteriore disagio e preoccupazione, innescando una spirale che si autoalimenta. Mentre molte volte un confronto alla pari tra genitori ed educatori può essere sufficiente per ridare fiducia e sicurezza a grandi e piccini.

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L’incontro con le lingue europee: il Piano Trentino Trilingue

La sperimentazione per l’accostamento tempestivo alle lingue nelle scuole dell’infanzia della Provincia autonoma di Trento è in atto dal 1998. Dapprima limitata, oggi espansa ad oltre il 50% delle scuole presenti in provincia. Viene qui presentata in particolare l’esperienza delle scuole dell’infanzia provinciali, vale a dire quelle direttamente gestite dalla Provincia (117).

Le ragioni che hanno fondato il progetto sin dalla sua origine derivano anche dalle ricerche condotte in ambito socio-linguistico e neuro-psicologico che indicano l’infanzia come periodo sensibile per l’acquisizione degli aspetti prosodici, intonativi e fonologici della lingua.

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Coordinatore

Barbara Pagni

Componente del Coordinamento dei servizi educativi del Valdarno Inferiore, referente per le attività di consulenza e i progetti internazionali del Centro di Ricerca e Documentazione sull’Infanzia La Bottega di Geppetto del Comune di San Miniato. È membro del Consiglio nazionale del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia e componente della Segreteria Operativa del Gruppo Territoriale Toscano.

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Verbalizzatore

Sura Spagnoli

Direttore Area Infanzia di Arca Cooperativa Sociale di Firenze che opera nel settore della prima infanzia dal 1989, sia attraverso gestioni private che per conto di numerose Amministrazioni Comunali della Regione Toscana. Membro del Tavolo Regionale per l’Infanzia come rappresentante della Cooperazione Sociale Legacoop.

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Altro punto di vista

Giorgio Tamburlini

Medico pediatra, Presidente del Centro per la Salute del Bambino-onlus, si occupa a livello nazionale e internazionale di programmi per la salute e lo sviluppo dell’infanzia, con particolare riferimento alle buone pratiche per lo Early Childhood Development, ed enfasi sulla formazione multidisciplinare.

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