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Milano 26-27-28 Febbraio 2016

 

Un grazie e un arrivederci

Il saluto conclusivo del Gruppo Nazionale

 

Quando mi è stato chiesto di essere la voce con la quale si chiude il XX Convegno del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia, dopo un umano momento di smarrimento e un successivo desiderio di fuga, ho pensato a quale potesse essere il valore della mia presenza in questa occasione ed in questo ruolo.

Credo che uno degli elementi che contraddistinguono attualmente il mondo dei servizi sia la presenza di generazioni diverse e di soggetti diversi che sono coinvolti nella vita dei servizi.

Già questo è un elemento che ritrovo fortemente nella mia esperienza.

Ormai da qualche tempo mi trovo a lavorare insieme a maestri, “sorelle e fratelli” maggiori e ad accogliere ed accompagnare educatori con una formazione iniziale spesso molto alta, una grande motivazione, ma anche con storie professionali tutte da costruire.

Questo è un valore importante del nostro Gruppo: che le generazioni di educatori e di insegnanti non lavorino solamente fianco a fianco ma anche in contesti nei quali siano veramente possibile un dialogo e uno scambio reali fra le persone e fra le esperienze.

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Un’educazione di qualità dalla nascita ai sei anni

documento conclusivo del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia

ll Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia richiede da molti anni una nuova normativa e maggiori investimenti a livello nazionale e locale per garantire il diritto a un’educazione di qualità a tutte le bambine e a tutti i bambini dalla nascita ai sei anni, estendendo i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia in tutte le aree del paese. In occasione del Convegno svoltosi a Reggio Emilia nel 2014 sul tema “Educazione e/è politica” il Gruppo ha lanciato un appello a sostegno del ddl 1260 che, allora in discussione al Senato, raccoglieva queste istanze. Su questo appello sono state raccolte più di 50mila firme in tutto il paese.

…il documento

 

I convegni nazionali del Gruppo Nidi e Infanzia sono appuntamenti attesi e importanti che cercano di cogliere i segni dei tempi e promuovere elaborazioni innovative con l’intenzione di incidere sulle politiche e sulla cultura dell’infanzia.

Anche questo 20° Convegno si colloca in un momento strategico della storia dei diritti dei bambini e della vita dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia in quanto con la legge 107/2015 si sanciscono finalmente i livelli essenziali e si definisce l’unitarietà del percorso curricolare 0/6.

Il titolo “Curricolo è responsabilità” è stato scelto dopo aver considerato diverse ipotesi che collegavano il curricolo alle parole vita, sviluppo, benessere, saperi, intenzionalità… un mondo intero.

Consapevoli dei rischi di riduzionismo, ci siamo orientati sul termine responsabilità in quanto richiama fortemente, a nostro avviso, l’atteggiamento intenzionale che, connettendo il piano dei valori con quello delle prassi educative, rimane aperto alla ricerca e alle sfide.

Il curricolo non si contrappone al bambino (J. Dewey, 1902). Parlare di curriculum non significa restringere la prospettiva ai saperi disciplinari. Per noi curricolo è esplorare, apprendere nelle relazioni, stabilire connessioni, documentare l’esperienza e guidarla con professionalità, sapienza organizzativa, cultura e sistematicità creativa. E’ assumersi responsabilità interpellando tutti gli attori coinvolti nel processo – prima di tutto i bambini – perché ci offrano le piste e acquistino consapevolezza delle loro potenzialità, delle conquiste progressive, dell’impegno necessario. La nostra visione del curricolo non si contrappone all’approccio olistico ma cerca un equilibrio tra questo e il progressivo dipanarsi dei saperi, invita gli educatori a interpretare l’esperienza dei piccoli e a individuare con passione e razionalità, flessibilità e metodo le esperienze che i bambini compiono negli ambienti da noi predisposti e a identificare i passi possibili con i quali accompagnarli verso una crescita più ricca.

La delicatezza e la complessità del tema, insieme alla straordinaria occasione data dalla nuova legge, dai decreti attuativi e dalle responsabilità verso tutti i bambini che vivono e arrivano nel nostro Paese, ci obbligano a rivisitare i percorsi e i contenuti con uno sguardo rinnovato e sostenuto da coraggio e speranza.

Le commissioni rappresentano l’opportunità di approfondire quesiti e nodi sensibili che le esperienze sapranno esplicitare. Adottare un atteggiamento di ricerca dialogante e tenace ci può aiutare a individuare possibili prospettive e orizzonti futuri di sviluppo ed evoluzione dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, come previsto dalla nuova legge nazionale.

Ancora una volta “educazione e/è politica”.